TRIFONE GARGANO è professore presso l’Università degli Studi di Bari. Ha insegnato Didattica della lingua italiana all’Università degli Studi di Foggia, ed è stato docente di Storia della lingua italiana all’Università di Stettino, in Polonia. Autore di numerose pubblicazioni, collabora con l’Enciclopedia Treccani, con il quotidiano «Corriere del Mezzogiorno» («Corriere della sera»), e con diversi blog letterari. Realizza lezioni-spettacolo sui Classici della Letteratura italiana e dell’universo fiabesco. Commentatore televisivo e radiofonico, è autore di testi teatrali (Sonno Poeta – Dante Alighieri; La situazione è… grammatica; Alessandro Manzoni Wedding Planner).
Con ERF Edizioni ha pubblicato: PPP. Pasolini Prima di Pasolini (2022); Tra il Bene e il Male. Dante, Pinocchio, Harry Potter (2022); Dimenticare Manzoni (2023); Uno, nessuno, centomila selfie (2024).

Le radici letterarie della Costituzione
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Il paradigma antifascista di una Costituzione nata dalla e nella Resistenza, oggi, è sempre più sottoposto ad attacchi concentrici e rischia concretamente di essere travolto nel vortice della più generale crisi del sistema dei partiti politici.
Questa antologia di scrittori e poeti intende ripartire dalle radici letterarie dei dibattiti che portarono alla Costituzione italiana del 1948, per ritrovare, attraverso le diverse voci della letteratura, le ragioni di senso di un rinnovato patto sociale, storico, etico, politico e culturale dell’intera comunità nazionale.
Rintracciare, dunque, i semi fruttificanti della Costituzione, non solo in autori contemporanei come Fenoglio, Calvino, Cassola, Carlo Levi, Alba de Céspedes, Ada Gobetti, Meneghello, Morante, Primo Levi, e tanti altri, ma anche nei Classici, a cominciare da Dante, Machiavelli, Foscolo, Omero, Virgilio, Pascoli, includendo pure Petrarca, Guicciardini, Manzoni, largamente presenti nel canone delle letture scolastiche, tra il 1859 e il 1948 (e oltre), per comprendere quale sia stato il loro ruolo, nelle formulazioni giuridiche delle madri e dei padri costituenti.
La letteratura come prisma, con l’ambizione di svolgere la duplice funzione di ammonimento e di antidoto, rispetto a quel processo di delegittimazione in atto, sapendo che la letteratura possiede forza e fascino per far emergere i conflitti, le crisi, le dinamiche interiori, le sensibilità, i diversi atteggiamenti, e i diversi linguaggi dell’agire umano (dall’anti-retorica, alla violenza, dall’epopea, alla miseria, dalla tragedia, alla testimonianza, dalla commedia, alla lacerazione, dal realismo più crudo, alla fiaba, fino al non-dicibile…).
